Iperelle Dassault Systèmes – Intervista Dell’Orto

Il PLM per rivoluzionare progettazione e gestione dei dati nell’industria del futuro. Il caso Dell’Orto «Così il digitale sta rilanciando un DNA di 85 anni»

Il PLM, ovvero Product Lifecycle Management, ovvero la gestione del ciclo di vita del prodotto, non una semplice tecnologia, non un prodotto ma un approccio strategico alla gestione delle informazioni, dei processi e delle risorse a supporto del ciclo di vita di prodotti, dalla loro ideazione, allo sviluppo, al lancio sul mercato.
Fin qui il dizionario, in punta di penna. Fin qui la definizione teorica, come sempre utile ma non completamente efficace nel farci toccare con mano la forza, i ritorni, i vantaggi concreti, pragmatici che una soluzione, una piattaforma tecnologica è in grado di offrire. Per questo, per toccare questi punti servono casi concreti, reali, veri, meglio se imprese, industrie italiane che, grazie al digitale e alla tecnologia innovativa alla base proprio del PLM imboccano la loro strada del “rinascimento dell’industria” così come lo definisce da tempo una società, manco a dirlo, protagonista del mondo dei PLM e della progettazione digitale, come Dassault Systèmes. Una società che, non a caso, è al centro, nel cuore stesso di un caso di successo, tutto italiano, che meglio di qualunque altra definizione è in grado di raccontare il valore proprio del PLM e di una gestione efficace del dato digitale per una industria manifatturiera. Una storia che unisce le storie, di eccellenza, di due realtà come Dell’Orto e Iperelle. Da una parte un’eccellenza manifatturiera italiana che, dal 1933 produce carburatori prima nel nostro Paese e ora in tutto il mondo. Dall’altra un system integrator di valore, che da tempo fa parte dell’ecosistema a cui proprio Dassault Systèmes affida le chiavi del motore che deve portare sul territorio le sue piattaforme più innovative.

PLM e Dell’Orto, una storia di innovazione tutta italiana

Ma andiamo con ordine «Siamo una azienda storica, che vanta oltre 85 anni di percorso evolutivo prima nel nostro Paese e ora in tutto il mondo – racconta orgoglioso, e in esclusiva, Davide Dell’Orto, CTO di Dell’Orto e membro del Consiglio di Amministrazione -. Nel 1933 abbiamo prodotto il primo carburatore Dell’Orto, oggi siamo in India, Cina… Una crescita, una ascesa che, nel tempo, pur mantenendo con decisione la maggior parte della ricerca e sviluppo in Italia, ci ha portato inevitabilmente verso la necessità di condividere informazioni, gestirle, proteggerle e renderle disponibili, in tutto il mondo, in tempo reale. L’internazionalizzazione è una strategia naturale che abbiamo seguito proprio per assecondare l’espansione del nostro business. Un passaggio non banale per una società storicamente italiana che aveva ora la necessità di capire, interagire, collaborare con culture, mentalità e linguaggi completamente diversi». Ecco che dunque per Dell’Orto, in un simile contesto, cresce in maniera esponenziale il peso delle informazioni e soprattutto della capacità di gestirle nella maniera più efficace e soprattutto oggettiva rispetto al progetto cui sono collegate. «Non è più solo una questione di disegno tecnico – spiega il manager – ma anche di una serie di informazioni che possono girarci attorno e che, come nel caso della meccatronica, ne creano e ne aumentano il valore. Un valore che però è possibile solo grazie alla rivoluzione digitale e agli strumenti che ci mette a disposizione. Oggi come detto Dell’Orto opera come azienda di produzione in tre aree geografiche dislocate a migliaia di km di stanza in tutto il mondo e dunque la sfida più grande è condividere questo valore come se fossimo tutti nella stessa stanza».

Il PLM, la necessità di condividere idee, dati, progettazioni… La sfida di Dell’Orto, la scelta di Dassault Systèmes

Una sfida ambiziosa dunque così come ambiziosa è Dell’Orto, società in cui proprio il ricambio generazionale e l’avvento delle tecnologie digitali hanno messo il turbo ad una crescita già solida e costante da decenni. «Diciamo che dal punto di vista operativo e pratico la scelta di andare verso un sistema della tipologia proposta da Dassault Systèmes, con cui abbiamo da tempo un rapporto di fiducia e di preziosa interazione, è stata guidata dalla volontà di cercare un sistema più robusto di quello attuale, un sistema in grado di essere più legato all’esperienza di coloro che lo utilizzano – racconta Gerardo Manganiello Engineering Manager presso Dell’orto S.p.A., il manager che ha seguito dall’inizio questo ambizioso progetto -. Negli ultimi anni infatti, proprio a seguito della sua costante espansione Dell’Orto ha visto accelerare l’ingresso di nuove persone nel team, nuove storie, nuove necessarie competenze. Ma questa situazione ha anche generato un’inevitabile e maggiore difficoltà, da parte di chi a mano a mano faceva il suo ingresso nel team, nel reperire informazioni. E nel reperire quelle corrette. Fino a quando eravamo un team piccolo era un problema relativo ma quando abbiamo aperto filiali in tutto il mondo la situazione è diventata ingestibile in assenza di una efficace piattaforma di PLM – spiega ancora Manganiello -. L’idea di partenza è stata quella di procedere con grande attenzione e soprattutto a piccoli passi con un processo di innovazione che partisse dal punto di vista del sistema informatico che gestisce proprio l’ufficio tecnico». Una scelta, questa, che spinge Dell’Orto a scommettere su un tipo di soluzioni «capaci di guidare le persone in modo tale da non commettere errori dovuti all’esperienza. Questo vuol dire farli lavorare con un po’ più di serenità rispetto alla possibilità di accedere all’informazione corretta quando serve e dove serve. Cosa che in passato era molto difficile da sapere con certezza in una condizione di forte espansione ed eterogeneità. Dassault Systèmes e in particolare un partner di prossimità strategica come Iperelle hanno rappresentato l’ecosistema maggiormente pronto ed efficace nel rispondere a questa esigenza. Iperelle in particolare è una Società che conosciamo da anni, oltre 20, e che conosce molto bene il percorso che ci ha portato dall’essere una piccola società ad una impresa con logiche tipiche di una multinazionale. Il tutto collegato ad una tipologia di prodotti che vive soprattutto di customizzazione e di un meccanismo di produzione molto specifica. Il fatto che il system integrator, che doveva assemblare la soluzione, avesse questo livello di conoscenza è stato decisivo»

I vantaggi

Proprio il ruolo del system integrator, di Iperelle e, dunque, di una società focalizzata da sempre sull’innovazione tecnologica e in grado di accompagnare le imprese del territorio verso la trasformazione digitale, diventa dunque centrale. «Collaboriamo da sempre con Dassault Systèmes e abbiamo con dell’Orto un rapporto di oltre venti anni – spiega Martino Steffanoni, Sales, marketing, Product Lifecycle Management all’interno di Iperelle -. Abbiamo investito molto sulle nuove piattaforme collaborative di Dassault Systèmes come la 3DEXPERIENCE. Si tratta di soluzioni perfettamente funzionali proprio per aziende che crescono e diventano multinazionali. Lavorare con Dell’Orto in questo senso è stimolante perché si è trattato e si tratta ancora oggi di un percorso di crescita che ha trasformato l’azienda sia all’esterno sia all’interno e ci ha messo alla prova con sfide, idee, soluzioni sempre più complesse ma strategiche. Un crescendo – spiega il manager – che è partito, a seguito delle prime implementazioni del PLM, dai vantaggi unici di permettere alle persone di concentrarsi sulle attività essenziali e dunque legate al progetto, nel tempo corretto e con i contenuti corretti. Un passaggio chiave che ha permesso alla società di eliminare le attività a basso valore aggiunto che possono essere sostituite da supporti software».
«Proprio così – conferma Manganiello -, da una parte puntiamo a un impatto immediato sulla produttività delle persone, dall’altra anche un impatto ecologico non banale. Abbiamo infatti la possibilità di rendere sempre più digitale il sistema di gestione all’interno dell’azienda, evitando la distribuzione eccessiva e non controllata di disegni cartacei. Grazie poi ad una piattaforma come 3DEXPERIENCE abbiamo la possibilità di fare evolvere alcune figure operative che hanno cominciato non solo a lavorare meglio ma anche a farlo in tempi sempre più brevi con percentuali di tempo sempre minori dedicate, per esempio, alla ricerca delle informazioni. Il denominatore comune comunque è l’aumento della produttività e la migliore gestione dei dati. Questo il ritorno dell’investimento più forte e concreto a cui puntiamo nel nostro percorso di trasformazione digitale e di distribuzione delle competenze in tutte le nostre sedi nel mondo».

Gli obiettivi futuri

E adesso? «E adesso il progetto continua con decisione e grande attenzione – spiegano i protagonisti Manganiello e Steffanoni -. L’idea, dopo essere partiti con l’ufficio tecnico è quella di estendere i vantaggi di questo sistema di gestione delle informazioni e della progettazione a tutte le aree strategiche dell’azienda senza però causare stravolgimenti. Vogliamo mettere a punto una macchina in grado di condividere informazioni, idee, competenze in maniera automatizzata e vogliamo farlo a mano a mano che il sistema diventerà consolidato. Una macchina che ci permetta di legarci sempre meno, univocamente, alle singole esperienze delle persone e di metterle a fattor comune in tutto il mondo. Più in dettaglio vogliamo creare un tavolo di collaborazione diretta con la nostra sede indiana e con la parte di progettazione. Lo scopo finale è che i progettisti lavorino con lo stesso livello di efficacia e accesso alle informazioni sia in Italia sia in India. Il progettista italiano e quello indiano, inoltre, devono, se necessario, poter lavorare insieme, nello stesso momento, allo stesso progetto».